L’ennesima fuga di menti e forza lavoro?

L’ennesima fuga di menti e forza lavoro?

di Gian Piero Bonfanti

ESAMI DI MATURITÀ: UNO SGUARDO FIDUCIOSO AL FUTURO?

Quest’anno gli studenti che sono stati chiamati a conseguire la “maturità” sono 526.317. La maggior parte di loro provengono dai licei, con 266.057 iscritti, seguiti dagli istituti tecnici 172.504 e dagli istituti professionali 87.756.

Un vero e proprio esercito di nuove menti e braccia che si affacceranno al mondo, chi a quello accademico universitario chi a quello del lavoro.

Ma con quale forza d’animo e quali motivazioni?

Inutile dire che le prospettive per coloro che potrebbero essere la forza propulsiva del nostro paese sono principalmente rivolte all’estero. Oramai in un paese dove si fa sempre più fatica a “sbarcare il lunario” si vive una realtà pessimistica dove tutto sembra cascarti addosso e dove la progettualità è lasciata un po’ al caso; quindi ci si rivolge altrove, dove si pensa possa andare meglio.

Colpa di tutto ciò è la generazione cosiddetta “adulta”, che, dopo aver vissuto gli ultimi quattro anni in una dimensione dominata da una visione catastrofica, non riesce a trasmettere messaggi positivi e di fiducia alla nuova generazione ancora provata da lockdown e assurdità correlate.

Questo 1% della popolazione italiana, ahinoi, si disperderà molto rapidamente e queste fresche braccia e menti verranno regalate al “mondo” favorendo così l’ennesima fuga di menti e forza lavoro.

Tanto c’è chi è convinto di sostituire questo “investimento” con l’importazione di manodopera a basso costo dai paesi del terzo mondo.

Ma cosa c’è ancora di poco chiaro nel fatto che il nostro paese ha bisogno di questi giovani? Come mai ancora non si riesce a comprendere che, se vogliamo donare un futuro sereno per i nostri figli in questo paese, dobbiamo necessariamente puntare su di loro?

Al di là di qualche atteggiamento di alcuni giovani che alle volte possono urtare, siamo di fronte ad una generazione che ha bisogno del nostro aiuto. Una generazione di menti fervide, ma che molto spesso si avvilisce per la negatività che aleggia nel nostro paese, in cui vivere risulta sempre più impegnativo.

Basterebbe parlare con uno di questi ragazzi a caso per capire il disorientamento e la mancanza di una visione ottimistica sul futuro del nostro paese.

Sicuramente non è colpa loro, forse non sarà colpa nostra, probabilmente non sarà colpa di nessuno…o forse lo sarà di tutti.

Di fatto dobbiamo sicuramente iniziare a cambiare la nostra visione sul presente, rimboccarci le maniche e pensare di preparare la nostra cara Italia per queste nostre preziose risorse.

Riponiamo fiducia nei maturandi di oggi ed in quelli di domani.

Proviamo a pensare un po’ meno all’accoglienza e un po’ di più al nostro prossimo, ovvero a chi ci sta vicino, magari in casa nostra, ai nostri figli.

Come ci ricorda infatti San Tommaso D’Aquino, c’è un ordine della carità, secondo il quale dobbiamo amare di più le persone a noi più vicine (a partire dai nostri stretti congiunti) che le persone lontane

Sarebbe insana quella carità che mette sullo stesso identico piano l’amore per il figlio e quello per l’estraneo.
Questo è l’ordine della carità secondo il pensiero cristiano (tratto dalla Summa teologica di San Tommaso D’Aquino, dottore della Chiesa):
Dio deve essere amato più del prossimo; Dio deve essere amato più di noi stessi; L’uomo deve amare se stesso più del prossimo; L’uomo deve amare il prossimo più del proprio corpo; Tra i prossimi alcuni sono da amarsi più di altri; L’uomo deve amare più i propri congiunti che le persone più buone; L’uomo deve amare più di tutti coloro che gli sono uniti per vincoli di sangue; L’ordine della carità rimane anche in paradiso.

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